Teatro Ragazzi: lo spettacolo voci e suoni da un’avventura leggendaria conclude il progetto teatrale “Sguardi Diversi”
Sabato 16 maggio 2026, alle ore 17.00, presso la scuola T. Tasso di Ferrara, sarà presentato lo spettacolo “voci e suoni da un’avventura leggendaria” alla conclusione del progetto teatrale “Sguardi Diversi” (Febbraio – Maggio 2026) promosso e finanziato dal Comune di Ferrara – Assessorato alle Politiche Giovanili e dalla Regione Emilia Romagna – Fondi Geco 14
a cura di Balamòs Teatro APS, in collaborazione con il Centro Teatro Universitario di Ferrara e l’Istituto Comprensivo C. Govoni e rivolto agli alunni delle scuole medie di Ferrara
coordinamento e direzione del progetto: Michalis Traitsis, collaborazione artistica Patrizia Ninu
Lo spettacolo di Teatro Ragazzi voci e suoni da un’avventura leggendaria è diretto da Michalis Traitsis con la collaborazione artistica di Patrizia Ninu, ed è tratto dall’incredibile avventura di Odisseo e i suoi compagni all’isola dei Ciclopi. Eroiche avventure, miti e leggende senza tempo raccontate con leggerezza e ironia dagli allievi del laboratorio teatrale.
Il progetto
L’anima della proposta è il desiderio di stare insieme, di raccontarsi più che mostrarsi, di mettersi alla prova, di navigare insieme per scoprirsi e scoprire altri orizzonti possibili, di affrontare insieme paure, giudizi, conflitti.
Con una metodologia che tende, attraverso stimoli precisi, a rendere ciascuno protagonista del proprio percorso, dei propri personaggi e delle proprie interpretazioni.
Con il regista che si propone come pedagogo teatrale, accompagnatore, facilitatore, disponibile a navigare con i ragazzi tra i moti calmi e ondosi del lavoro teatrale, tra scoperte e frustrazioni, tra le bonacce e tempeste della crescita.
Il progetto teatrale “Sguardi Diversi” è un progetto che mira ad affrontare le diverse problematiche dei giovani minorenni e delle loro complessità. Un progetto che offra l’opportunità di un viaggio di conoscenza attraverso sé stessi, lo spazio, il tempo, il contesto, gli altri intorno.
L’anima della proposta è il desiderio di stare insieme, di raccontarsi più che mostrarsi, di mettersi alla prova, di navigare insieme per scoprirsi e scoprire altri orizzonti possibili, di affrontare insieme paure, giudizi, conflitti.
Con una metodologia che tende, attraverso stimoli precisi, a rendere ciascuno protagonista del proprio percorso.
Partendo dalla considerazione che un lavoro sulle emozioni si interseca e si ripercuote anche nella sfera cognitiva, si lavorerà sulla possibilità di attuare un intervento mirato a esplorare, esprimere, comprendere le proprie emozioni attraverso modalità e strumenti che stimolino a pensare ed agire in maniera più efficace e creativa.
Attraverso l’esperienza della creatività sarà possibile scoprire lati di sé sconosciuti, affrontare il superamento di un limite, sviluppare la propria capacità comunicativa, ingegnarsi in strategie diverse, uscire dagli schemi abituali.
L’esperienza di laboratorio teatrale ha uno scopo educativo di formazione umana e di orientamento, in quanto supporta il ragazzo nella presa di coscienza della propria individualità e nella riscoperta del bisogno di esprimersi al di la delle forme stereotipate.
La pratica teatrale agisce, attraverso precisi esercizi, sulla consapevolezza dell’emotività propria e altrui, sulla gestione dei conflitti, sulla costruzione di comportamenti socialmente corretti, all’insegna della cooperazione.
In teatro è molto importante sviluppare la capacità di “entrare e uscire” da una situazione, da un personaggio e dunque da uno stato d’animo, per approcciarsi dunque a una continua possibilità di cambiamenti.
Nel teatro si sperimenta continuamente un’alternanza fra il fare e il guardare, il tempo di attesa così problematico nell’adolescenza dove sembra estinguersi ogni attesa fra il desiderio e la sua realizzazione, fra il pensiero e l’azione.
Il “fare teatro” può aiutare a riscoprire il piacere di agire e di sperimentare forme diverse di comunicazione, favorendo una crescita integrata di tutti i livelli della personalità dell’adolescente.
Lo spettacolo
Odisseo, dopo la lunghissima guerra di Troia, cerca di tornare in patria, ma il viaggio di ritorno si rivela molto lungo e imprevedibile. Ad un certo punto Odisseo e i suoi compagni approdano esausti e affamati all’isola dei Ciclopi. Giungono nella grotta di Polifemo che nel frattempo è uscito a pascolare le pecore e là trovano enormi formaggi e latte appena munto. I compagni pregano Odisseo di prendere i formaggi e scappare, ma lui suggerisce di rimanere per ricevere i doni dell’ospitalità.
Polifemo ritorna, è un gigante mostruoso con un solo occhio in mezzo alla fronte. Appena vede i compagni di Odisseo ne prende alcuni e li divora. Poi si mette a dormire, ma Odisseo medita un piano di fuga. Inizialmente pensa di estrarre la spada per ucciderlo, ma poi riflette che in quel modo sarebbero morti anche loro perché nessuno poteva smuovere il grande macigno che Polifemo aveva messo davanti all’ingresso della grotta.
Il giorno dopo Odisseo offre una grande botte piena di vino rosso a Polifemo che si diverte molto e lo beve tutto, si ubriaca, e chiede a Odisseo il suo nome. Odisseo risponde che si chiama Nessuno, Polifemo crolla a terra e si addormenta pesantemente.
Odisseo ha già studiato il suo piano: prende un enorme tronco di ulivo che serviva per fare la legna e decide di appuntirlo e arrostirlo sul fuoco. Poi prendono tutti insieme il tronco e lo infilano nell’unico occhio di Polifemo mentre ancora dorme. Polifemo si sveglia accecato e pazzo di dolore e di rabbia. Fa uscire a pascolo le sue pecore, ma per evitare che qualcuno fugga, stende le mani sul dorso delle pecore. Ma Odisseo e i suoi compagni sono aggrappati alle pance e riescono cosi a fuggire. Quando ormai raggiungono la nave, si prendono gioco di Polifemo che ancora più rabbioso provoca una terribile tempesta, ma fortunatamente Odisseo e i suoi compagni si salvano e riprendono il lungo viaggio di ritorno a casa.
Locandina voci e suoni da un’avventura leggendaria.