Lo spettacolo teatrale “voci e suoni da un’avventura leggendaria” alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca per la Giornata Mondiale del Teatro e la Giornata Nazionale di Teatro e Danza in Carcere
64a Giornata Mondiale del Teatro – 13a Giornata Nazionale del Teatro e Danza in Carcere
Balamòs Teatro – progetto teatrale “Passi Sospesi”
“voci e suoni da un’avventura leggendaria”, uno spettacolo di Teatro Ragazzi
alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca (Venezia)
Venerdì 27 Marzo 2026, ore 16.00, ingresso riservato agli autorizzati
In occasione della 64a Giornata Mondiale del Teatro e della 13a Giornata Nazionale di Teatro e Danza in Carcere, Balamòs Teatro in collaborazione con la Casa di Reclusione Femminile di Giudecca (Venezia), organizza un’iniziativa sul teatro in carcere con la presentazione dello spettacolo di Teatro Ragazzi voci e suoni da un’avventura leggendaria.
Questa iniziativa è promossa dal Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che ha istituito la data del 27 Marzo come 13a Giornata Nazionale del Teatro e Danza in Carcere in concomitanza con la 64a Giornata Mondiale del Teatro, promossa dall’International Theatre Institute, Unesco (il messaggio della Giornata Mondiale del Teatro per il 2026 è stato affidato all’attore Willem Dafoe).
Lo spettacolo di Teatro Ragazzi voci e suoni da un’avventura leggendaria è tratto dall’incredibile avventura di Odisseo e i suoi compagni all’isola dei Ciclopi. Eroiche avventure, miti e leggende senza tempo raccontate con leggerezza e ironia dagli alunni della scuola secondaria di I° Grado Torquato Tasso di Ferrara: Lena Abate, Ziyu Chen – Matthew, Daria Cusato, Pietro Gilioli, Claudia Grechi, Niccolò Grechi, Luca Pistone.
Lo spettacolo è diretto da Michalis Traitsis, regista e pedagogo teatrale di Balamòs Teatro e responsabile del progetto teatrale “Passi Sospesi” negli Istituti Penitenziari di Venezia, e “Sguardi Diversi” alla scuola Torquato Tasso di Ferrara. Collaborazione artistica Patrizia Ninu, musiche dal vivo Martina Monti, foto Andrea Casari, video Marco Valentini.
Sarà un’occasione per riflettere sul ruolo del teatro in carcere e per confrontarsi sul rapporto tra il carcere e il territorio, interrogandosi su se e come la società possa contribuire al percorso rieducativo della pena.
In questa circostanza, la scuola e il carcere si incontrano attraverso il teatro, dando vita a una significativa occasione di formazione teatrale e umana. Alla presentazione dello spettacolo saranno presenti le donne detenute dell’Istituto, gli operatori interni e un gruppo di spettatori esterni (ingresso riservato agli autorizzati).
Si tratta di un progetto che conferma l’importanza di mantenere aperti i canali di collaborazione tra scuola, territorio e istituzioni penitenziarie, nella convinzione che l’incontro e la cultura possano contribuire a una società più informata, inclusiva e responsabile.
L’anima dello spettacolo nasce dal desiderio di incontrarsi attraverso un fare condiviso, comune ad entrambi i gruppi, seppur in condizioni molto differenti. L’ingresso degli studenti nelle strutture penitenziarie rappresenta un elemento qualificante dei percorsi di educazione alla cittadinanza attiva. Nonostante le difficoltà organizzative, tali esperienze mantengono un ruolo fondamentale nel favorire il dialogo tra scuola e istituzioni e nel promuovere una cultura della legalità fondata sulla conoscenza reciproca. La metodologia proposta, attraverso stimoli precisi, tende a rendere ciascuno protagonista del proprio percorso, delle proprie emozioni, delle responsabilità personali e rispetto al gruppo di lavoro, del proprio impegno, ascolto, presenza e creatività. Il regista si pone come pedagogo teatrale, accompagnatore e facilitatore, disponibile a navigare con gli adolescenti e le persone detenute tra i moti calmi e ondosi del lavoro teatrale, tra scoperte e frustrazioni, tra le bonacce e le tempeste della crescita e del cambiamento.
Il teatro si propone di attivare un processo di riflessione, introspezione e cambiamento che, pur con difficoltà e fatica, le persone recluse sono chiamate a compiere su sé stesse, per darsi la possibilità di intravvedere un nuovo modo di essere. In questo senso, esperienze come questa contribuiscono a scardinare stereotipi e semplificazioni, offrendo ai giovani uno spazio concreto di incontro con la complessità. Non si tratta di sospendere il giudizio sulle azioni, ma di imparare a distinguere tra l’errore e la persona, riconoscendo da un lato la responsabilità e le conseguenze dei reati, dall’altro la possibilità di un percorso di consapevolezza e trasformazione. E forse è proprio qui che il teatro compie il suo gesto più necessario: quando non assolve e non condanna, ma apre uno spazio in cui riconoscere l’errore, attraversarlo e, insieme, immaginare che un’altra strada sia ancora possibile.
C’è una linea che Michalis Traitsis, sociologo, regista, pedagogo teatrale e direttore artistico di Balamòs Teatro (membro fondatore del Coordinamento Nazionale di Teatro in Carcere e del gruppo di progettazione della rassegna nazionale di teatro in carcere Destini Incrociati) e responsabile del progetto “Passi Sospesi” negli Istituti Penitenziari di Venezia, ha scelto di percorrere, dalla prevenzione alla detenzione, ed è quella di guardare ad una prospettiva culturale, attraverso lo strumento dell’arte teatrale, nell’approccio alle tematiche della reclusione e dell’esclusione. Cultura come testimonianza, come confronto, memoria, rete nei e dei territori, tutela delle fasce più deboli della società. Cultura della diversità e dell’inclusione sociale.
Evento promosso da: Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, Regione del Veneto, Comune di Venezia, Fondazione di Venezia, Associazione Nazionale Critici di Teatro, International Theatre Institute – Unesco, Integrate Project – Creative Europe.

Locandina voci e suoni da un’avventura leggendaria – C.R. Giudecca – WTD 27 Marzo 2026