La Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca, Venezia

 

Balamòs Teatro, progetto teatrale Passi Sospesi alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca

giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

25 novembre è la data in cui si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne.

Questa data fu scelta per ricordare le tre sorelle Mirabal, soprannominate “mariposas” (farfalle), che nella Repubblica Dominicana si opposero alla dittatura e per questo furono sequestrate, torturate e uccise dai loro sicari il 25 novembre 1960, mentre si stavano recando a trovare i mariti, prigionieri politici, in carcere.

Come ogni anno, presso la Casa di Reclusione Femminile di Giudecca, Balamòs Teatro nell’ambito del progetto teatrale Passi Sospesi negli Istituti Penitenziari di Venezia, organizza un’iniziativa per condividere sguardi e riflessioni con le donne recluse, attraverso uno spettacolo teatrale oppure la visione di alcuni video, frutto di pregressi laboratori teatrali nell’Istituto citato, condotti da Michalis Traitsis, pedagogo e regista teatrale, con la collaborazione artistica di Patrizia Ninu.

Quest’anno ci sarà la lettura di un testo e la visione di due video documentari di Marco Valentini, Altro giro, altra corsa, un breve studio di teatro danza, tratto dall’omonimo scritto di una donna detenuta della Casa di Reclusione Femminile di Giudecca e voci di dentro, frammenti di un laboratorio e dell’omonimo studio teatrale, per ricordare, attraverso un mosaico di ruoli e stati d’animo legati all’universo femminile, la giornata del 25 novembre.

Ci siamo interrogati spesso, soprattutto in un momento in cui sembra di assistere a una tragica battuta di arresto delle conquiste passate sulla condizione della donna in ogni ambito e a un dilagare inarrestabile di una cultura di sopraffazione e risoluzione violenta dei conflitti, se avesse un senso celebrare una data, una ricorrenza. Con la consapevolezza che, purtroppo, non è l’istituzione di una giornata che porta a un cambiamento. Ma ricordare è comunque tenere viva la memoria, è originare una sorta di Coro che in ogni parte del mondo, prova a parlare, gridare, cantare che, se non si riuscirà a intaccare una cultura di disumanità, non ci sarà speranza per l’umanità. Il teatro non ha la pretesa di trovare risposte ma di contribuire ad attivare un lavoro di riflessione, di introspezione e di cambiamento che, pur con difficoltà e fatica, le persone recluse hanno fatto su loro stesse, sui pregiudizi, sugli stereotipi, sul come ritrovare un nuovo modo di essere, sull’elaborare la gioia e la rabbia senza maschere, per restituirli attraverso uno sguardo, un testo, un gesto, un movimento, e uno sguardo di solidarietà e di comunanza, di luce e di poesia. Il teatro non può e non vuole eliminare il dolore, ma ha lo scopo di trasformarlo e di elevarlo, affinché possa avere la possibilità di immaginare altre vite possibili.

L’iniziativa si svolgerà alla sala teatro della Casa di Reclusione Femminile di Giudecca alle ore 15.00, ed è riservata a tutte le persone detenute, al personale della polizia penitenziaria, al personale amministrativo, al personale socio sanitario e agli operatori delle associazioni e delle cooperative che operano all’interno dell’Istituto.

Locandina 25 novembre 2025 – C.R. Giudecca

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